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ATTRAVERSO
GLI USA ' 99
IL
RACCONTO
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5
Giugno - 8 Agosto 1999
Una
corsa inenarrabile sull' autostrada verso Malpensa, coda per un
incidente, aereo in partenza, ceck-in "al volo" e un
casino all' imbarco che....
Che
diavolo succede ? Sgàttaiolo tra paparazzi e flash e, "wow",
che "nonna", pardon, che "donna", Sophia Loren,
madrina di questo primo volo-diretto Milano-San Francisco.
Mi
dicono che, solo grazie a questo, alla confusione dell' ospite,
ho potuto prender posto a bordo.
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Beh
dai, è andata di lusso... ora però si prosegue...
in classe economica.
Arrivo
a "Frisco" che è buio, uno shuttle-bus diretto
in città, lo scatolone con 40 kg di armamentario, ha così
inizio ufficialmente la mia avventura in U.S. e un motel è
quel che mi ci vuole.
Ho,
nell' ordine, da riposare, da rimontare la bicicletta, il carrellino
e far la spesa oltre ad una telefonata per tranquillizzare casa.
Prima
e ultima del giro, "selvatiko" di nome e di fatto.....
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Sarà
per via del fuso orario, sarà per via del rumore che filtra
dalle pareti di carta di questa "bettola", fattostà
che, fino al pugno sul muro che mi invita a smettere di "sferragliare"
( è l' altro vicino, il primo è colui che russando
mi rende impossibile il prender sonno ) mi metto a far mattino
rimontando la fida mtb.
Non
prendo sonno manco impegnandomi e, un pasticciare con pennello
e acquarelli è il viatico per "tirare" l' ora
d' apertura del supermarket vicino.
Foto
sulla ( è il caso di dirlo ) statua di P.Burton, colui
che volle la recreation-area sulla baja ; sullo sfondo il simbolo
della città, l' arancionissimo Golden Gate Bridge.
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Due
belle borse di plastica cariche di ogni ben di dio di cibarie,
il rientro a stivarle nel carretto in "legnalluminio"
e si va, per le 11.00 la stanza va liberata.
La
lascio anche troppo in fretta e una scala scesa di schiena ( con
il carrello che "mi ha vinto" il peso !! ) è
il bell' inizio dell' avventura.
Telaietto/carretto
piegato e cibo ovunque.
Non
dispero e "tira di qua, picchia di la", il tutto riprende
la forma originale. Carico il resto, foto di rito, si pedala ora...
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Per
accedere al Golden Gate la via meno trafficata è quel viottolo
all' ombra, viscido e... "swisccc" eccomi a fare un
tuffo nella palta !!
A
"pelle di leone" tra i rovi ( sempre meglio che conciarmi
da sbatter via nella puciacca !! ), e siamo a quota "due"
!!
Un
inizio che non t' aspetti, un cominciare male e gia pensi "chi
te lo ha fatto fare, Mauro !!"
Foto
di rito sul ponte, saluto la città ( fantastica ) che lascio
velocemente alle spalle; Città che conosco bene per via
delle svariate visite precedenti.
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Lascio
Sausalito sulla destra ( cittadina formata da house-boat da vip
) e diretto a nord, raggiungo la statale che dall' Alaska corre
fino alla fine delle due Americhe.
Il
carrello, crepato, dà noia. Il mio incedere "elastico"
con le staffe che si allungano staccandosi dalla struttura ( e
che così avrebbero vita breve ) principale, fa impazzire.
Busso
ad una casa, recupero un trapano e due staffe.
Il
massimo che posso fare. Saldar alluminio è un problema
a casa nostra, figurarsi qui, di sabato lo è ancor di più.
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Raggiungo
a sera il primo campeggio statale sulla Costa Ovest.
E
l' indomani, quel cesto li per la raccolta del "rusco"
verrà riempito dalla mia roba in più e, non ultimo,
il caretto in legnalluminio !
Meglio
stivare tutto alla "maniera classica".
Realizzo
due bisacce con i tasconi del borsone che mi ha portato fino a
qui il vestiario ( ora è riempito da cose inutili che avrei
lasciato a casa di amici a pochi km da qui ) e sfrutto a dovere
i due portapacchi.
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Pesa
tutto troppo pur avendo lasciato in quel campeggio un sacco di
altra mercanzia...
La
soluzione può esser quell' uffcio postale.
Spedire
a casa degli amici qui in US chilogrammi di roba, mi costa sempre
meno che "gettarla alle ortiche" e di sicuro costa "meno
fatica" ...specie se penso alla strada che da domani comincia
salire...
L'
altimetria della mia cartina non lascia dubbi, domani la strada
lungo la costa s' impenna e il vento contrario è una fregatura
aggiunta.
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In
compenso lo scenario è da cartolina e suggestivo è
dire poco.
Traffico
praticamente nullo, camping statali deserti ( e ce ne sono parecchi,
per mia fortuna aperti & economici ), come piace a me, lontano
dal caos.
Ma
il vento, osti ( !! ), quello proprio...non lo sopporto ; pare
messo lì a ricordarmelo, il fax stracciato che ripongo
nella "bibbia", quel "Road Atlas" aggiornato
in formato enorme.
Fax
che recita "VAI NEL VENTO", firmato, Lorenzo Cherubini,
in arte Jovanotti, regalo d' un amica forlivese.
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Il
primo mese ( così "stringo" il racconto ) scivola
dunque tra "campeggiate" on the coast ( in campeggio
o meno ) sequoie altissime, truck carichi di legname, e qualche
ciclista in senso opposto, quello giusto per il periodo ( per
via del vento che "scende" da nord ).
Qualche
scroscio d' acqua ed eccomi a Seattle, camping a sud della città,
sistematina alla bici ed al carico ( in continua movimentazione
alla ricerca dell' equilibrio migliore ) e gita, coi mezzi, nella
città "giovane" degli States.
Carina,
pulita, fredda ( dico del clima ) ..e dunque, si pedala, via di
buona lena, montagnole da superare, il Montana da raggiungere...
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Saranno
3 i km all' ingresso del parco di Yellowstone e, tutto sommato,
potrei veder di mulinare 'sti rapporti quando... scorgo li a sinistra
tra le frasche una scritta tipo "camping".
Mi
accoglie una tizia che pare uscita da un remake de "la casa
nella prateria", foulard in testa, occhiali e un bicchierone
marchiato "coke" big-size.
La
scritta non è CAMPING come credevo, ma indica la sede estiva
d' un CAMP...O di protestanti ! Non mordono vero ? ( penso tra
me & me )
Accetto
l' acqua fresca offertmi al pari d' un letto per stanotte.
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Quella con i 12 figli ( vedi foto ) della tizia e del marito-pastore,
inteso a capo d' una comunità di credenti, credo si possa
annoverare tra le serate più interessanti che mi siano
capitate.
In
cerchio nella stanza a "raccontarsela", i bimbi a terra
che s' addormentavano, ( anch io ero lì-lì ) in
un clima di rilassatezza indescrivibile.
10
minuti di pedale l' indomani tra quello che rimane d' un bosco
andato distrutto anni addietro, ed eccomi all' entrata ovest del
Parco più noto degli Usa.
Campeggio
qui, un paio di notti almeno.
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Vado
verso est proseguendo il mio coast to coast e quella linea pressochè
"orizzontal-retta" che mi porterà a New York.
Obbligata
dunque l' uscita verso il Wyoming, si sale parecchio e la neve
a bordo strada è li a dimostrarlo.
E
così lascio il Parco, coi suoi bufali, i suoi geyser, i
suoi... "giapponesi".
Essì,
per quanto possa incantare per certi scorci e per gli animali
in assoluta libertà, mi dico che, varrà senz' altro
il prezzo del biglietto, ma non fa per me, troppo "commerciale".
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Tempo
di questa riflessione a voce alta e,
incredibile sorpresa, nel laghetto appena sotto il guard-rail
che delimita la carreggiata... un "puppy" di orso-grizzly
!
Saranno
una cinquantina i curiosi fermatisi, tra rangers nervosi che li
richiamano al volante pregando di non intasare la strada, con
il sottoscritto che nel "circolare", ha vita facile
essendo a pedali !!
Augurandoci
che l' orso, tutt' intento a rinfrescarsi, non si metta in testa
di "annusarci" da vicino, spendiamo un oretta almeno
a deliziarci guardandolo li beato !!
Questo
si che vale i "danee" del biglietto.
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Giro
l' angolo e, nel pezzo di strada che mi porta verso Cody, città
di quel noto BUffalo Bill, un 200 km tutti, scopro i migliori
scenari di tutto il trip ( a pensarlo ora ).
Cambi
"continui", non la solita immagine-fissa naturale cartolina
d'un paese cosi grande. Scopri vallate, spazi piani, cime verdi,
pinnacoli e rocce rosse, uno spettacolo.
Lo
spettacolo della natura, migliore del "teatro Yellowstone".
Siamo
in data 4 Luglio, si festeggia dunque, per le strade con la "parade",
nei locali con la birra, al Rodeo, emozionante, divertente. Okay,
"un americanata" !!
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Frastornato
dalla notte di bagordi ( e come fai a tirarti indietro ? ) con
i locali molto più avezzi di me nel trattare l' alcool,
mi sveglio in condizioni pietose.
Ma
non serve troppa lucidità per pedalare su stradone cosi
agevoli, larghe, piatte,....roventi.... - questo il problema,
il sole picchia duro.
Ad
ogni sosta lascio impresse nell' asfalto le impronte delle mie
scapre da vero biker e dunque tassellate.
Si
scioglie solo a poggiar piede, pazzesco. Pare burro.
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Devil's
Tower, un "budino" esagerato in dimensioni è
il primo monumento che incrocio.
Turisti
certo, ma anche un sacco di free-climber, del resto quel centinaio
e più di roccia verticale è un invito ( immagino
) a nozze per questa disciplina.
Io
trovo "solo" interessante il refrigerio che la sua parte
in ombra ( ovviamente enorme al pari del "sasso" ) mi
concede.
Tenda
nel camping prospicente poi via di nuovo, "on the road"
... i libro che poi ho in una delle sacche, in italiano, da casa,
in inglese, comperato usato in un mercatino quaggiù.
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Foto
stupida dinnanzi al M.te Rushmore, altro tipico monumento sulla
mia rotta ( non a caso ) con serata nei paraggi.
Giornata
persa interamente questa, noie meccaniche e un mare di imprecazioni.
Poi,
risoluotore, un pick up ed un omino gentile alla guida, fino al
primo bike shop, nella cittadina vicina ai "presidenti"
appunto.
Degno
di nota, "ma anche no", il Crazy Horse Monument in costruzione,
a pochi chilometri da qui.
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Si
scende un po, per rimettersi in linea con Chicago, attraversando
un Nebraska ( "un umido piattone", fattorie e... noia
!! ) che fa sudare pure da fermo.
Chicago
città non la visito, passo a Sud, periferia "nera",
GARY è il grosso centro che attraverso. Con qualche santino
nel borsellino, di sicuro !!
Gary
a quel tempo, la cittadina Usa con il bel "record" d'
omicidi. Quartieri fatiscenti, bande tipo "film" e qualche
brivido quando sento l' indomani le domande della gente...
"
Ma tu, arrivi da li ? Dalla "sei" ( la strada ) ? Amazing
"
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Si
torna in zone meno "difficili" , si ritorna tra fatttorie
e campi, strade vuote e mucche che ti fissano al passaggio.
Qualche
"tacchinone" appollaiato ( in realtà son simil-condor,
pennuti che svolazzano minacciosi sopra la mia zucca ) che decolla
come mi vede in arrivo e niente più.
Anzi,
dimenticavo, qualche KFC, BURGER KING, MC DONALD, PIZZA HUT, e
cosi ti spieghi le BIG_SIZE americane !!
Nella
"farm" in cui "alloggio" ( campeggio ) per
la notte una freaca mascotte, un maialino nato la mattina stessa
con altri 10 fratellini. Quello in foto porta il mio nome.
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Caldo
umido che non da tregua, cieli immensi, luce forte e poco traffico.
Fattorie
e strade piatte, ad eccezione di Cleveland, ( piacevole città
) solo piccoli centri e, impresso nella mente, il lago Miichigan
che... che non ci credi possa esser... un lago.
Non riesci a vederne la sponda opposta, come il "nostro"
mare si perde all' orizzonte... lavo le posate... caspita, ma
questa è acqua dolce !!
Pare
una banalità questa mia boutade ma, andateci, vi scioccherà
sicuro. E la penserete come me.
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Chilometri
e chilometri, miglia e miglia, copertoni che resistono ( due cambi
solamente ) e la bici che ( confrontate le foto da voi !! ) si
"scarica" di bagaglio day by day.
Migliora
anche il mio inglese, si vede ?
E
cosa incrocio ? La mitica ( per loro ) Route 66, quella descritta
dal Kerouak, che ho ancora con me ( anche oggi, sulla mia scarna
libreria ) nella
versione in inglese.
L'
altra omaggiata ad una libreria "in cambio" d' un controllo
internet alla casella di posta ( primi approcci del sottoscritto
con quel mondo li )
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Dai,
non "ve la faccio lunga" : la Pensilvania, un continuo
salire e scendere, dormite montando la tenda nel bosco e un ultimo
tratto di strada... affrontato in autostrada !!
Proprio
così, spazi immensi, strade larghe e, per arrivare alla
Grande Mela, un 14 km sulla Freeway ( non immaginatela "losangelesca"
a 6 corsie ! )
Questa
deviazione obbligata a causa d' una "concomitanza" di
incendi e lavori in corso nella zona.
Ma
meno di 50 km all' arrivo son un iniezione adrenalitica che va
oltre il rischio, monto in sella e pedalo...
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Un
giro terminato è una bella soddisfazione. Wow, l' ho detta.
Nella
"settimana newyorkese" che mi concedo, ripenso alle
noie patite, alla gente incontrata/conosciuta o "mandata
a quel paese", alle strade, al puzzo delle carogne d' animale,
ai cani "inseguitori"...
A
tutto. Ai 3 mesi e qualche giorno, ai 6.200 chilometri, alle 5
coperture, alla decina di camere d' aria, ai dollari spesi ( pochi
davvero ), a quelli guadagnati ( miseri 6, grazie ad una scommessa
).
Da
non credere. Pressapoco quello pensava Lino Banfi, gentilissimo,
incontrato ad un semaforo nella metropoli.
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