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THAILANDIA
MULTIMEDIALE 2007
IL
RACCONTO
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19
Febbraio - 8 Aprile 2007
Secondo
programma atterro nella Capitale dopo qualcosa come 13 ore di
volo intervallate da una sosta "rigenerante" nella canicola
di Doha, Qatar !!
Come
da programma vengo assalito da improvvisati procacciatori di...
trasporto e sistemazioni. Atteggiamento "tipical asiatico",
ci son abituato e nemmen ci bado.
E
poi, tutto il mio "ambaradan" e' esageratamente fuori
misura per un comunissimo tuk tuk ( riscio' simile a go/kart ),
vale la pena "fischiare" ad un taxi vero.
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Un
finestrino abbassato, altrimenti impossibile stivarvici la sacca
della canoa, e via, verso il cuore pulsante della citta.'
Il
taxista un vero spasso, due parole in croce di inglese, ma almeno
il doppio in italiano per via del suocero che, lavorando 20 anni
nel nostro Bel Paese, dice lui, a tavola ogni tanto da "lezioni".
Prova
a pronunciare il mio nome, ma "slitta la lingua" e vien
più comodo un "Marco". Immediato, per lui, l'
associare "Polo", poi "Venezia", e via discorrendo,
o meglio, improvvisando.
Un
discorso senza capo ne coda... mentre il tassametro gira !!
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Due
giorni dopo, ritiro con "calma Thai" ( pari a 6 ore
sotto il sole cocente in un parcheggio del terminal CARGO ), lo
scatolone preventivamente spedito dall' Italia con "l' extra
baggage".
Non
fossi gia carico di roba !!
25
chilogrammi che arrivano puntuali, al pari degli improvvisati
"sdoganatori" in caccia di dollari-facili. A timbri
& firme pensan loro e, in fondo, va bene così.
Anche
se quei 15$ di "fastidio" li avrei spesi diversamente.
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Siamo
a giovedi sera, 22/02, dovrei aver tutto l' occorrente.
Bangkok
mi aspetta e con lei anche Brigite,
modella slovena compagna di sedile in volo, splendida certo, ma
ancor di piu', simpatica !! E non e' una frase fatta !!
L'
assurdo è che gia la... conoscevo !!
Probabile
valga anche per voi che state leggendo, almeno una volta in TV
l' abbiamo vista. Un suo "spot"
su tutti, e gia sento i vostri "eh gia...ma pensa te..."
Torniamo
al raid piuttosto !!
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Prometto
ai ragazzi che sviluppano il servizio satellitare e che curano
le mie pagine in corso di viaggio, una foto con lei come madrina
dell' apparecchio GPS che ho in dotazione....ma....
Qualcosa
non va per il verso giusto, un inghippo con il software e la sfortuna
di una sim/card che non vuole funzionare.
Altro
che lo slogan... "vivere senza confini" !!
Perdo
solo del tempo, in sinergia con Varese, per ripristinare il collegamento
; può
capitare mi dico, quando si provan cose nuove, del resto le mie
avventure servon anche a quello no ?
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Alla
fine, grazie a scambi-mail, prove cd, e qualche tasto pigiato
nervosamente, tutto, magicamente, si sistema.
A
Boris e Stefano, per la loro pazienza e disponibilita il giusto
riconoscimento....promessa è debito, imbraccio la Nikon
e click, " gps con modella"....
No,
non Brigite, volata su una spiaggia a Sud, ma la simpatica ( si
dice così vero ? ) commessa del supermarket dove ho attivato
il nuovo numero Thai.
Parafrasando
un altro spot...."non ci sono paragoni".... !!
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Tempo
perso dicevano, motivo per il quale mi trovo a guadagarne con
un comodo viaggio in treno che mi porta a nord per circa 400km.
Pitsanulok
il nome della cittadina, un infinità di motorini e... parrucchieri.
Proprio così, pare che quassù l' aver la "chioma
precisa" sia un must, vale per le donne, vale per gli uomini,
vale per ...ci siamo capiti, e qui ce ne sono, tanti/e e alimentano
uno squallido turismo...
Lasciam perdere discorsi simili. Prove e foto di rito nella piazza
principale con anche il poliziotto-capo; l' indomani, si parte
"vero" con l' avventura.
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Mettersi
in marcia intorno "alla mezza" non è cosa, ma
io tergiverso, prima "colazionando" e, successivamente,
perderdo la testa ad intendermi con la reception per stivare gratis
la mia roba ( imballo bici e sacca Bic ).
Sole
a picco, 86 km vallonati ; i primi digeriti in un attimo ( complice
il trailer che si comporta benissimo ), gli altri un po meno,
per via della salita e del piu classico "svarione" da
caldo. Da
principianti, lo so.
Per
fortuna lungo la strada non è impossibile trovare refrigerio,
ombra e bibite fresche. Unica noia dei lavori in corso, conseguentemente,
tanta sabbia rossa "masticata".
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A
sera trovo uno spiazzo a ridosso d' una capanna ( no, dico bene,
chiamarla casa era troppo ! ), "fuori la tenda in fretta
che fa buio in un attimo !!"
Buio
pesto, certo, la luna a far un poco di coreografica luce ma nulla
più. E, a tastoni prima, più disinvolto poi ( trovo
la torcia ), eccomi ad apparecchiare.
Cena
a base di noodles, perlomeno quella l' idea : il fornelletto (
per il quale son diventato matto a recuperare la bomboletta di
carica ) s'è spaccato in due col riporlo nella "canoa-valigia"
!
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Nemmanco
il tempo di bestem...., arriva "l' indigeno" con una
terrina colma di mango a fette, nell' altra mano 3 strani frutti
che...non saprei.
L'
aspetto di un pomodoro ( ma di quelli brutti ), il colore pure,
il sapore del "niente" e la consistenza d' una mela
farinosa.
A monte del criticare, una manna dal cielo, al pari delle 2 lattine
di una bibita gassata che m' ero scordato in un anfratto della
chiusa/canoa.
Quando
si dice il destino, quando si dice... 'va che culo" !
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L'
indomani lascio la pentola, le due cariche del fornelletto ( intonse
) e un sacchetto con noodles per almeno 6 cene, appesi al recinto
della capanna/amica.
Vuol
esser il mio ringraziarli. Anche terrina e cucchiaio, ovviamente
! Pensavate lo "grattassi"
?!
Stanco,
nervoso, accaldato e madido, pasticcio con la videocamera, non
è giornata, proprio no !
Tanto
vale "testa bassa e pedalare", per il report ci sara'
tempo nei prossimi gg, oggi, sicuro, di creativo non mi verrebbe
nulla.
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Qualche gg dopo : Loei, cittadina a n/est non e' lontana, scavalcata
l' ultima montagnola ( siamo sui 1.640 mt ) dovrebbe esser solo
downhill. Cosi è.
Una decina di chilometri a "vita persa", senza badare
al carretto, ad eventuali "crash", troppa godimento
dopo tanta fatica.
Indole
"racing" che riaffiora, ginocchio fuori, ad impostare
traiettorie che in fondo decide il rimorchio, mica io !
Ma
il tutto e' funny e, momenti d' inerzia a parte, si guida discretamente
bene il mezzo, percui, giù di rapporti, senza paura.
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Loei,
un reticolo di strade e cemento, un aeroporto, shops vari e
concessionarie di motorini ( pazzesco il colpo d' occhio ).
E
diversi Hotel. Leggo "king" e mi ci ficco, discesa a
parte anche oggi al fisico ho dato una bella strapazzata.
Una
sistemazione da Re me la merito, e una calda doccia e' ancor piu'
appezzata del mango di qualche sera fa.
Ne
approfitto per un giro al mercato, una cena "sulla strada"
e per cercare un internet-cafè, a casa voglion notizie,
non basta più il "puntino" sulla mappa del GPS.
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Sulla
cartina 40 km per arrivare al Mekong, una prima parte di RAID
dunque che va a concludersi.
Un
primo bilancio positivo, per gli incontri "on the road",
per la mia condizione, perchè l'insieme studiato ( bici
+ canoa su ruote ) si comporta benone.
Mi
do una pacca sulla spalla d' incoraggiamento, pecco di modestia,
ma tant'è, piccola soddisfazione, non posso nasconderlo.
E'
primo pomeriggio quando appoggio la "creatura" alla
balaustra. Sotto lì scorre sornione il Fiume simbolo dell'
Asia !!
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Giorno
di riposo per prepararare la "fantasticanoa", nome suggerito
da Andrea, un bimbo che mi segue via internet con l' intera famiglia.
Mekong
che qui, a Chiang Khan, incrocia il Paese e "fa da dogana"
con il Laos sull' altra sponda a qualcosa come 800mt di distanza.
Mekong
che, mi dicono, nei periodi di piena, aumenta quel centinaio di
metri in larghezza, ma soprattutto, e fa spavento pensarlo, ben
15/20 mt in altezza/profondità.
Non
è mica un caso che sia qui adesso ( ndr ) !!
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E
venne il giorno del battesimo nel Fiume.
Ma
andiamo con ordine : sistemare una cinquantina di chilogrammi
di per sè e' gia un bel rebus, figurarsi poi sotto forma
di bicicletta, ruote e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Ci
proverò, sono qui per questo e, in fondo, siamo nei limiti
della Yakka, portata 120 kg "da libretto".
Le
prove nel salotto di casa si son rivelate un bell' aiuto e, oserei
dire "agevolmente", riesco a caricarla equilibrata.
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Non
mi rimane che legare le due sacche stagne, infilare nei buchi
liberi la frutta che dalla Guest House omaggiano, le bottiglie
dell' acqua ( anche quelle in regalo ) e staccare il cordone che
mi vincola alla terraferma.
Da
adesso, e per un po, che non saprei quantificare, sarà
questo lo scenario, un "piattone" d'acqua che si muove
( stimato con calcoli "alla buona" , ciuffi d' erba
lanciati con cronometro alla mano... ) a meno di 5 km orari.
Un'
inezia, perlomeno così pare !! Pranzo e si va...
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No
comment
40 minuti di pagaia, un "onda anomala" grazie ad una
barca che sfrecciava in senso inverso, un attimo di deconcentrazione
e il resto, beh, sfortuna-vera, per dirla educatamente !!
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Sulla
mappa son un migliaio i km da qui alla "fettuccia del traguardo"
dove il fiume lascia il Paese, meglio muoversi.
E
complice un onda, mi muovo si, anche troppo !! PLUFF, eccomi a
mollo, a 40 minuti, forse meno, dal via.
Vabbe,
parrebbe una formalita'....se non fosse che ho una spalla lussata,
e nuotar dunque e' piu' dura che remare e che una canoa carica
sottosopra e' un bel macigno da trainare.
In
contemporanea sacchetti di roba se ne vanno beati tra la schiuma....
la "mia", mentre sgambetto come una rana, e quella "propria"
del Mekong, Maroon !!
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Bevo
quel zic che basta e impreco... non a sufficienza mi sa !!
E
scusate !! Arrivo a riva, arrivo, ma con calma, essi' che la vedo
li ad uno sputo, l'ennesimo, sai com'e', qui "si filtra"
che e' un piacere !!
Seguono
un ora buona per raggiungere ( scalzo ) la guest house, una buona
mezz' ora per convincere il pescatore e altrettanti minuti per
riportare al pontile di partenza il tutto.
Questo
non per una mia resa, ma grazie all' aver perso in acqua oltre
alle infradito, alle bottiglie d' acqua e a qualche altra sciocchezzuola....,
.aihmè, la pagaia.
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Ora
si fa dura, devo inventarmi qualcosa, figurarsi se qui sanno cos'e'
e a cosa serve una pagaia !!
Lo
so, lo so, bastava la legassi con un cordino di sicurezza... col
senno di poi, "tutti capaci", sgrunt !!
Poi
c'e' l' altro "danno" : 2 videocamere, che avrei messo
via di li a poco. Troppo invitante il "varo" per non
catturare preziosi minuti memory !!
Bene,
il giochetto è costato una telecamera irrimediabilmente
k.o. col resto della roba davanti ad un ventilatore per ore ed
ore. Uno a zero per il Mekong.
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Bisogna
trovare una soluzione, finire un altra volta a gambe all' aria
proprio no, e, oltremodo, doveroso era il restituire alla canoa
la proverbiale reattivita' persa con tutto quel "lira di
dio" di roba caricata.
Foglio
e penna alla mano e giu a schizzare una boa/bike da trainare.
Se la YAKKA fino a qui e' stata al traino della BOOTLEG, non vedo
perche', ora, non possa avvenire l' esatto contrario.
Le
due ruote grandi a cingere la ciambellona nera ( camera d' aria
d' un pick-up ) e le due piu' piccole a far da peso/chiglia ;
sdraiato sopra a tutto il telaio a far da supporto al treppiede
della videocamera.
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Dallo
schizzo su carta, partorito in un attimo di riflessione serale,
alla realizzazione, non passa che una notte.
Di
primo mattino sono a recuperare, con la complicità dei
"Guest-ori" tutto il necessario. In spiaggia poi comincia
lo spettacolo...
Tra
nodi, garbugli e pezzi di nylon, il rimorchio galleggiante "viene
bene" e, ormeggiato per una buona oretta non fa scherzo alcuno.
Ci
siamo. Anzi no, rimane la questione "pagaia" da risolvere.
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Due
remi in legno rossi, in cambio un offerta al monaco del tempietto
vicino, son quel che fanno al caso mio.
Con
un altro "attacco d' arte", con lo stesso spago adoperato
per incorniciare la boa tra le ruote in lega, e con l' identico
capannello di curiosi, eccomi a realizzare la nuova pagaia.
Un
pezzo di bambù trovato, segato e adattato alla bisogna
è il pezzo mancante. Due remi accoppiati per una struttura
che sembra rigida il giusto, larga il giusto....
Rimane
solo di verificarne l' effettiva "qualità"
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Gentile
tester per l' occasione un simpatico omino, pescatore di professione.
Un
inizio da dimenticare ( e' salito al contrario !! ) ma, dopo qualche
smanacciata, il suo "you, ok", che vale come autorizzazione
alla partenza
Per
una vera "benedizione", spero sian pregni i remi rossi,
data la provenienza. Per salpare basta ed avanza il sorriso a
tutti-denti dell' omino che manovra di gusto. Pare
'na caricatura.
Divertente
& divertito, beviamo una coca assieme ; è tempo che
vada, e dunque... vado.
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Unica
differenza, la fune, dalla maniglia posteriore della canoa alla
boa/bike che, leggera, si lascia trascinare.
Non
tutte le ciambelle escono col buco....: la mia, tra quelle !!
Non che sia sbagliato il progetto, semplicemente non avevo fatto
i conti con le insidie del fiume in secca, sabbia ovunque.
Corridoi
ed isole dove l' acqua si e no arriva ai 20cm e fondo su fondo
"straccchhh", ecco che la canoa si arena.
Remare
li serve a poco, e sarebbe piu' un "andare di vanga",
rimane solo di scendere e far il cavallo da tiro, prima la canoa
e poi il rimorchio "oooooohh-issa !!"
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Rimorchio/boa/bike
che, con le due ruotine piu' piccole poste sotto "a far da
peso", draga che e' una meraviglia ; la fatica si quintuplica
sotto un sole da paura, in un afa da schifo, a mollo in un acqua
calda che concede refrigerio solo intorno alle 18.
Giusto
il tempo di sciacquare le posate della cena.
Gia,
perche a quell' ora, in genere, son bello ed accampato e distrutto
a riva.
La
riva, che quando va male, vedere foto, vale un metro almeno di
fanghiglia spessa ed appiccicosa. Questo a regalare gli ultimi
5/10 minuti di fatica d' una giornata interminabile.
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Son
tre giorni che pagaio e se la canoa non fa una piega ( e meno
male, vorrebbe dire 'scuffiare' un altra volta !! ) e il rimorchio/boa/bike
idem, a dar fastidio ora e' la pagaia artigianale !!
Era
meglio perder una giornata in treno e correre a mandar una mail
a BIC domandando una consegna espressa di ricambio !
Pensavo
che col mio taglia & cuci si tingesse piu' d' avventura il
tutto ; s'è 'invece tinto di rosso, non quello dei remi,
piuttosto di rosso/sangue, il mio !
Vesciche,
abrasioni e fiacche oramai non le conto più...
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| Niente
da fare, continuare cosi e' un martirio e val bene la scarpinata
che mi aspetta. Da qui, dalla spiaggia, dove mi son accampato, a
lassu', alla strada, saranno un centinaio di metri.
Peccato
siano in salita, a gradoni e nella giungla !! Un altra faticaccia
inenarrabile ....e per giunta mattutina. Se il buongiorno si vede
da....
Due
ore, per smontare campo e canoa, carico a spalle, per poi rimontare
tutto sulla linea bianca che delimita la carreggiata tra pick
up che ti passano accanto, a cassone vuoto, come a dire..... ''vuoi
un passaggio'' ? No-way, ce la devo fare da me !!
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Seguono
altri giorni di navigazione, altri pernotti in tenda. Mani e guai
relativi che sembran lontani, eccomi prossimo ad una guest house
accogliente a ridosso del fiume.
Un
break, una doccia calda e un materasso, son quel che ci vuole
mi dico. E mi fermo. Due chiacchiere tra i tavoli in un pasto
serale e l' incontro con un cangurofrancese ( belga residente
a Brisbane ) con "non tutti i lunedi".
E
dal tovagliolo pasticciato ( con un nuovo schizzo/progetto thai
) alla realizzazione il passo e' lungo una notte. L' indomani
si parte di machete e seghetto per un altro "attacco d' arte".
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| Una
giornata intera, dalla pianta al varo, un monte di gente che curiosando
dava una mano e un consiglio ( e a volte anche qualche cazzata !!
) e braccia forti per buttar in acqua il tutto.
Credo
che nessuno avrebbe puntato un solo euro sulla bontà del
progetto, ma, che vi dico, ai detrattori oramai ci son abituato
e non ci faccio più caso. A sentir quelli non sarei mai
venuto qui !!
Tra
una pagaiata ( coi remi rossi del monaco ) e l' altra, mi allontano
dalla riva e ...e niente, grazie ai "ritardi di cantiere",
oramai il vento se n' e' andato.
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Volevo
scriver di orzate, di andature di bolina, e tutte quelle cose
li che ci han propinato con la Coppa America ; vi scrivo invece
d' un albero che, al rientro, e' piegato terribilmente verso sinistra.
Ma
tutto davvero molto, molto, molto divertente.
Alla
Guest House ho vinto una "dinner free" !!
Che
stia girando il vento ??
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| Dopo
la giornata spesa a divertirmi con il catamarano, si torna seri
e professionali e
si riparte : la novità, due remi nuovi giallo-flash ( oltre
ad un cappello di paglia per proteggermi dalla calura terribile
)
Gialli,
da bimbo, quelli da canotto per intenderci, comperati al mega
supermecato, modificati inserendo un bastone in legno ad irrigidirne
la struttura.
A
salutarmi quelli della Guest House e altri curiosi aggiunti. Un
"bianco" ( verosimilmente piu' rosso aragosta da "gremata"
solare ) su un bianco kayak ed un rimorchio assai strano del resto
non e' che capiti spesso da 'ste parti !!
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Si
va, a tutta forza, con una pagaia che fa si il suo dovere ma che
potrebbe anche funzionare meglio, cosi come il sottoscritto che,
probabilmente, sbaglia qualcosa ancora nel gesto atletico, nonostante
i chilometri accumulati siano un bel tot ad oggi.
Spalle
e bicipiti da buttare, come ogni sera, per tanti, troppi, giorni
oramai. Ma tant' e', il detto recita : "hai voluto la bicicletta
? ......e mo' trascinatela !!"
Mekong,
largo piatto e, perdonatemi, un poco noioso. Un poco troppo. Scenari
pressoche' simili per km & km e di tanto in tanto uno stupa
o un tempio ( chissa quanti ne ho "persi" lungo la via
).
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| Fotografie
scattate velocemente e video girati con il terrore di perder in
un tuffo improvviso l'unica videocamera superstite.
Continue
prove di fissaggio alla ricerca di nuove inquadrature, e dita
incrociate sperando d' aver fatto un buon lavoro.
Serate
accampato e nottate fresche, anche troppo. Una
delle ultime con tanto di anticipo monsonico e un paio di ore
terribili di vento e pioggia da...life-jacket.
Da
domani si torna coi piedi per terra....di fisso. Si ricomincia
a pedalare verso "casa", tempo tiranno.
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Un
ultimo sforzo, con la complicita del solito nugolo di ragazzini
curiosi, per portare a riva tutto l' ambaradan del mio viaggio/fluviale
arrivato al capolinea.
Rimane
il cruccio di non aver potuto completare l'intero percorso, rimane
la soddisfazione di aver passato ( condite da sane imprecazioni,
genuino mix di nervosismo e stanchezza ) delle belle giornate
a pelo d' acqua e delle belle nottate "selvatiko" per
sul serio.
Un ultimo tramonto da cartolina e' il saluto che mi riserva il
fiume Giallo, o forse e' solo... culo ; o forse tutte le altre
sere era cosi, ma la stanchezza prevalente faceva si che mi perdessi
lo spettacolo. Non so.
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Ultime
scatti e ultimi incontri "on the road" per un avventura
particolare, differente.
45
giorni spesi tra la confusione della Capitale e la pace ( interrotta
solo dal gallo - da combattimento - di turno !! ) dell' Isan,
la regione a nord est del Paese.
Una
bici che non ha deluso, una canoa che ha sorpreso, un pizzico
di sana incoscienza come amalgama e 4 kg persi.
Un treno per guadagnare tempo, un aereo per rientrare. The end.
Grazie a chi m' ha seguito, a chi ha tifato, agli sponsor.
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